Giustizia Sociale perché

Il 20 febbraio 2018 ho creato questo blog e comitato di solidarietà perché il 20/2 di ogni anno è la ricorrenza della Giornata Mondiale della Giustizia Sociale: istituita dall'ONU nel 2007. Ma i motivi di fondo che mi hanno portato a tale scelta hanno radici più lontane. Nascono dall'esperienza che ho maturato con Osservatorio Antiplagio (già Telefono Antiplagio) fin dal 1994. Per chi volesse conoscere le battaglie di Osservatorio Antiplagio, il web è una fonte più che sufficiente. Perciò non mi dilungo. Intendo soffermarmi invece sul fatto che mai e poi mai avrei pensato che nei tribunali italiani sarebbe stato meglio scrivere "la giustizia è uguale per tutti", anziché "la legge". Perché nel momento in cui la legge è uguale per tutti, ma la giustizia è diversa, ci si trova di fronte ad un palese tradimento della Costituzione. In Italia questa discrepanza si verifica ogni giorno, e non esclusivamente nei tribunali. Basti pensare non solo a quanti non possono difendersi nelle aule giudiziarie perché non riescono a pagare gli avvocati (che i potenti al contrario annoverano in busta-paga, al punto di potersi difendere non tanto nelle, quanto dalle aule giudiziarie), ma anche ai moltissimi cittadini, donne, bambini, adolescenti, anziani che denunciano soprusi e abusi di ogni genere e non vengono ascoltati perché non possiedono risorse economiche per affidarsi ad un legale, o perché sono ritenuti non-attendibili, non hanno santi in paradiso a cui chiedere aiuto, non fanno audience, ecc. L'audience ormai è diventato il punto di riferimento perfino della polizia giudiziaria: se un delitto fa notizia, tra le forze dell'ordine si fa carriera. In caso contrario i loro uffici sono "sommersi di denunce". Ho sperimentato di persona i silenzi e le risposte indolenti delle forze dell'ordine, e dei Governi che si sono succeduti dal 1994 ad oggi: silenzi accidiosi e risposte tipo (in riferimento alle vittime) "peggio per loro". Ecco, questa è la "giustizia" italiana che dovrebbe tutelare i deboli, gli "ultimi". E questo sarebbe uno Stato civile? Nel quale i carnefici vengono protetti? Dura lex sed lex per i deboli, dura lex sed flex per i potenti. Spesso i Carabinieri, la Polizia, la Guardia di Finanza non leggono con attenzione gli esposti, le querele, ecc. La stessa cosa vale per i magistrati che, oberati di lavoro (a loro dire), devono valutare l'importanza dei fascicoli e di conseguenza tradire l'obbligatorietà costituzionale dell'azione penale. Se però appare qualche avvocato importante che li sollecita, o qualche tv con il fiato sul collo, difficilmente tralasciano il caso; né lo mettono in lista d'attesa per la prescrizione. Di fatto la democrazia è diventata "mediocrazia", strapotere dei "media", e sta condizionando ed inquinando tutte le Istituzioni; le quali dovrebbero essere dalla parte degli indifesi, ma si ritrovano sempre a braccetto con il potere. La disavventura di Michelle Hunziker, manipolata da una setta, è emersa a dismisura perché la Hunziker è una vip. Se fosse capitato ad una poveraccia, la tv l'avrebbe usata unicamente come "caso umano" per fare ascolti, e poi dimenticata. Parlando invece specificamente della Giustizia Sociale e del suo annientamento messo in atto da chi ha governato e governa (sic!), la Costituzione italiana violata è nostra testimone: la crescente disoccupazione, soprattutto giovanile; le migliaia di morti sul lavoro; i pensionati e i cervelli in fuga all'estero; la povertà che aumenta; l'istruzione obbligatoria a pagamento; la sanità dalle lunghe code; l'imposizione fiscale non proprio progressiva; la pubblicizzazione di dipendenze su cui il Governo ha il monopolio (v. gioco d'azzardo e alcolici) e che deve curare; i terremotati ancora senza casa; i trasporti e il territorio abbandonati a sé stessi; ecc. sono l'esatto contrario del bene che i Padri costituzionali avrebbero voluto per noi, i nostri figli e le nuove generazioni. I Governi che poi hanno delegato al volontariato la tutela della Giustizia Sociale, non sarebbero dovuti esistere: hanno approfittato del sacrificio di tantissimi italiani (che hanno tolto e tolgono loro le castagne dal fuoco) per evitare di fare il loro dovere e pensare solo al consolidamento del loro potere. Ne sono prova le leggi elettorali incostituzionali che hanno varato e che hanno evidenziato il menefreghismo totale dei nostri pseudo-rappresentanti rispetto alla Carta costituzionale, alla democrazia, agli elettori e a tutti gli italiani. Per non parlare dell'imposizione fiscale tra le più alte al mondo, a fronte di servizi tra i peggiori. Credo che siano motivi abbastanza rilevanti per creare un blog e un comitato di solidarietà e dare voce a chi voce non ha. O meglio, la voce ce l'ha, ma viene costretto ad urlare talmente tanto, che quella voce si affievolisce... insieme alle forze fisiche. Vox clamantis in deserto? Voce di chi grida nel deserto? Può darsi, ma sicuramente una voce libera che non conosce piaggeria e preferisce prendersela con i potenti. Ai deboli ci pensano già, da decenni, i bulli e vili in Parlamento e a Palazzo Chigi. Non aggiungo altro per non stancare il lettore. Se qualcuno vorrà segnalare casi di ingiustizia sociale, qualche bella notizia o rivolgermi domande sull'argomento, risponderò volentieri tramite info@giustiziasociale.org (di volta in volta vedrò se rendere pubbliche le mail). Grazie! Giovanni Panunzio