Giustizia Sociale


Comitato di solidarietà in difesa dei cittadini più deboli e dei loro diritti sanciti dalla Costituzione Italiana


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Giustizia Sociale nasce da un'esigenza che in Italia è diventata sempre più impellente: informare le persone meno abbienti sui loro diritti costituzionali - mai rispettati dai cosiddetti rappresentanti del popolo - per vivere una vita dignitosa e senza discriminazioni o pregiudizi. In tal senso tutti i Governi italiani hanno fallito miseramente, tant'è vero che la miseria nel nostro Paese è aumentata. Non quella dei governanti, ovviamente, che hanno pensato solo all'aumento delle loro indennità: cresciute insieme alla loro indegnità. I vari Presidenti del Consiglio, della Repubblica, delle Camere, ecc. che si sono riempiti la bocca di diritti, doveri, equità, uguaglianze, Costituzione da insegnare nelle scuole e ipocrisie analoghe, sappiano che chiedere ai cittadini, agli studenti, alle nuove generazioni di rispettare le regole, quando dall'alto arriva l'esempio opposto (qual è appunto la costante demolizione della Costituzione o la sua vandalizzazione attraverso tentativi scellerati di revisione), è come invitare gli stessi cittadini a non andare a votare perché nella nostra democrazia gli elettori non contano. Ed è questo infatti il risultato che i signori del Palazzo hanno ottenuto (pur fingendo di esserne rammaricati), dopo aver sottomesso l'Italia all'Europa e trasformato la democrazia in mediocrazia, o meglio nello strapotere dei media e in particolare della tv commercial-ripugnante che conosciamo, compresa quella pubblica che si è appiattita sulla prima, scadendo in qualità e contenuti. Tv che orienta e determina tutto e genera elettori-mostri narcotizzati o lobotomizzati. Lo sfogatoio e contentino dei "social" che scimmiottano la televisione del dolore, della violenza, dell'insulto, delle sconcezze, delle fake-news... ne è la testimonianza. Partendo da tali presupposti, dunque, Giustizia Sociale si pone l'obiettivo di segnalare qualsiasi violazione costituzionale messa in atto da chi dovrebbe amministrare il Paese, e pensa invece ad amministrare il proprio conto in banca e quello dei parenti, degli amici e dei "fratelli", e ad occupare poltrone su poltrone: un po' per il potere fine a sé stesso, un po' per vanità, un po' per quel modus operandi mafioso che nella nostra nazione spopola. Ad esso si è affiancato, da qualche decennio, il modus operandi berlusconiano: anello di congiunzione tra massoneria (la loggia alla quale era iscritto Berlusconi si chiamava P2) e Cosa nostra, foraggiata sempre dal "Cavoliere". E purtroppo perdurerà anche dopo il suo estremo saluto, e di chi gli ha retto il gioco con il tipico servilismo dei lacchè e un'autocensura giornalistica senza precedenti. Il berlusconismo forse sarà sradicato con anni di battaglie, denunce e sacrifici. Ma non sarà possibile senza la collaborazione di tutti gli uomini di sani principi e di buona volontà, compresi diversi esponenti della Chiesa cattolica che finora sono sembrati accondiscendenti e silenti. Giustizia Sociale vuole essere la rivalsa contro coloro che hanno tradito l'Italia e la Costituzione, calpestando e distruggendo tutto ciò che i nostri Padri ci avevano insegnato ad amare; e vuole essere anche memoria storica e strumento per ribellarsi ai traditori e sbattere loro in faccia le nefandezze che hanno compiuto o avvalorato "in nome del popolo italiano" che non hanno mai rappresentato. Siete tutti invitati a partecipare, ma solo via-mail. Qui i "social" sono banditi. Giustizia social infatti è tutt'altra cosa: gogna, vendetta, invidia, turpiloquio, aggressività, razzismo. Figlie e figli del filogovernativo divide et impera.

 

Articolo 1

L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

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Articolo 2

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo... e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

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Articolo 3

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali, sociali.

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Articolo 4

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che lo rendano effettivo. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo... la propria scelta, un'attività o funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

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Articolo 9

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

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Articolo 10

Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge.

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 Continua...

 

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